Ebbene , per Feuerbach è il contrario; non è l'essere che deriva dal pensiero , ma il pensiero che deriva dall'essere, Feuerbach parte quindi dal concreto per arrivare all'astratto.
Per Feurbach la religione è la prima reazione alla limitatezza dell’uomo: l’infelicità, la sofferenza conducono l’uomo a Dio. L’obiettivo di Feuerbach è conoscere l’ESSENZA DELLA RELIGIONE E IL SUO RAPPORTO CON L’UOMO, s'interroga dunque sull'origine e lo sviluppo della religione. La religione ha una funzione positiva in quanto consente galantuomo di scoprire la propria essenza, ovvero cos'è l’umanità. La religione incombe nel momento in cui l’uomo cerca sostegno e sicurezza in un essere infinito e immortale, cioè Dio. Feuerbach afferma infatti che non e’ stato Dio a creare l’uomo ma l’uomo a creare Dio, quindi il concreto crea l’astratto. L’essere umano è caratterizzato da tre facoltà fondamentali, che rappresentano i valori assoluti dell’esistenza umana:
1. Ragione o il pensiero conoscenza;
2. Volontà carattere;
3. Cuore amore.
Arriva a conoscerle e essere consapevole della loro
realtà attraverso la religione. Per conoscere si deve oggettivare ciò che si
vuole conoscere. La religione quindi è l’oggettivazione dell’essenza umana
in un essere, Dio, considerato come altro e indipendente dall’uomo. La
religione rappresenta la prima forma di autocoscienza dell’uomo. Questo
processo di oggettivazione è compiuto inconsapevolmente, ciò porta l’uomo a
vedere Dio non come la proiezione di sé (come dovrebbe essere), ma come per sé,
esistente ma dotato di una propria realtà. Ma in realtà tutte le qualità che
vengono attribuite a Dio non sono altro che qualità proprie dell’uomo. Dio è
quindi posto come un essere strano e diverso. Questo processo di “spostamento”
viene chiamato alienazione. L’ALIENAZIONE RELIGIOSA SI VERIFICA QUANDO
L’UOMO CONSIDERA DELLE CARATTERISTICHE DEL DIVINO COME OGGETTIVAMENTE
APPARTENENTI AL DIVINO STESSO, MENTRE INVECE HANNO RADICI NELL’UOMO.
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