mercoledì 1 maggio 2013

F.NIETZSCHE- la morte di dio e la nascita del SUPERUOMO


LA MORTE DI DIO
Per Nietzsche Dio è sostanzialmente
1; il simbolo di ogni prospettiva oltremondana
2; la personificazione delle certezze ultime.           
IL PRIMO punto è connesso alla convinzione nietzschiana secondo cui Dio è l’oltremondo hanno rappresentato una fuga dalla vita e una rivolta contro questo mondo.
Il SECONDO discende dalla maniera nietzschiana di concepire la metafisica. Secondo il filosofo, l’immagine di un cosmo ordinato e benefico è soltanto una costruzione della nostra mente, ai fini di sopportare la durezza dell’esistenza. In altri termini , di fronte a una realtà che risulta, disordinata e crudele, gli uomini, per poter sopravvivere, hanno dovuto convincere se stessi e i loro figli che il mondo è qualcosa di logico.
L’accettazione della morte di Dio rappresenta il presupposto necessario della transizione dall’uomo al superuomo L’annuncio della morte di Dio può essere considerato il vero e proprio nucleo della riflessione di Nietzsche nella sua fase più matura.                                                                                                                                                                                        Con la morte di Dio si afferma la fine di ogni TRASCENDENZA, sia religiosa che metafisica , la fine della verità immutabile  e dei sistemi di valori assoluti, e la scomparsa del cristianesimo che Nietzsche vede come un inganno, caratterizzato dallo spirito di risentimento dei deboli verso i più forti. La fine del cristianesimo comporta anche la messa da parte di quella “ morale della rinuncia “ che Nietzsche aveva abbracciato. Significa quindi venir meno alla possibilità di ogni illusione, di ogni possibile consolazione. Quindi, vivere senza illusioni e consolazioni,  nudo e inerme davanti all'imprevedibilità dell’esistenza.                                                                   Diciamo che la morte di Dio consiste in un “trauma”, ma solo in relazione a un uomo –NON-ANCORA –SUPERUOMO , che in virtù di essa può diventare tale. Infatti con la morte di Dio abbiamo la nascita del SUPER UOMO

SUPERUOMO


IL SUPERUOMO è un uomo che sa rinunciare a tutte le illusioni della filosofia e della religione, rendendosi totalmente indipendentemente dai valori tradizionali. E’ un uomo che sa abbandonare la morale da schiavi in cui è stato educato ed abbracciare un ‘aristocratica morale dell’affermazione di se, attraverso l’accettazione di tutto ciò che è terreste e corporeo, un uomo nuovo. 
Il superuomo è capace di porsi al di là  del bene e del male , non è tanto un eroe o un soggetto dalle qualità straordinarie: è l’uomo capace di prendere su di sé  la responsabilità della creazione di nuovi valori, nel momento in cui accetta con gioia la vita cosi com’è.                                                                                                     Il superuomo è un concetto filosofico di cui si serve Nietzsche per esprimere l’ideale di un nuovo essere qualificato da una serie di caratteristiche . E’ colui che è in grado di accettare la dimensione tragica e dionisiaca della vita ; di “ reggere la morte di Dio e la perdita delle certezze assolute “; di emanciparsi dalla morale e dal cristianesimo; di porsi come volontà e potenza . il concetto di super uomo , coincide con l’ideale di un tipo superiore che si erige al di sopra delle masse .

Nessun commento:

Posta un commento